Nel campo Seo si intende per Spam tutto ciò che aumenti artificiosamente l'attinenza di un sito con una specifica parola chiave o la sua autorevolezza nel web con sistemi di linkaggio ritenuti aggressivi dal motore di ricerca. Sappiate che Google, in special modo, è in prima fila nella lotta contro lo Spam in quanto il suo obiettivo è quello di diventare il migliore strumento di ricerca in merito a qualità di risultati e quantità di risorse consultabili.
Google per combattere lo spam aggiorna e perfeziona continuamente i suoi algoritmi in modo che la classificazione dei siti venga eseguita sempre nel modo più qualitativo possibile... comprensibile visto che basa tutto il suo business sulla qualità! Quindi se qualcuno di voi pensa di fare il furbo con trucchetti vari sappia che magari Google non se ne accorge subito ma quando suona l'allarme il vostro sito potrebbe sparire definitivamente dai suoi risultati o subire una penalizzazione temporanea (un mese minimo).
Diciamo che lo Spam nasce assieme ai motori di ricerca in quanto attraverso lo stesso si è sempre cercato di eluderli bersagliando i loro lati deboli. Ma facciamo qualche esempio delle tecniche Spam più famose:
1- Key Stuffing: Ripetere ossessivamente una parola chiave all'interno di un testo reso quindi incomprensibile e non di senso compiuto. "Hotel a Roma per stare a Roma in un Hotel di Roma a 3 stelle per turisti che cercano Hotel a Roma e solo Hotel di Roma perchè Roma è bella e quindi pure gli Hotel che di Roma fanno le fortune degli Hotel Roma a Roma Hotel e forza Roma (non ce ne vogliate ma quest'ultima ci stava). Diciamo che questa tecnica è stata utilizzata prima nel testo, poi nei meta-tag Keywords e decription (ormai non più considerati rilevanti da Google) e nel tag Title, ossia quel tag il cui contenuto determina il nome nella finestra del browser e funziona da indice linkabile nelle serp dei motori. Questo tag Title è ancora considerato importante da Google e per questo il più bersagliato dai suoi controlli anti-spam.
2- Il testo nascosto: Questo per chi è webmaster
magari risulterà più comprensibile, comunque si tratta
di una tecnica con la quale era possibile eludere sia il motore di
ricerca che l'utente. Il testo veniva inserito in dei tag (tipo i
div) che con due righe di Javascript poteva essere nascosto con la
proprietà "Hidden" quindi il testo ottimizzato c'era
ma lo vedeva il motore e non l'utente che visitava il sito originale.
La tecnica (visto che Google se ne accorse del Javascript) venne affinata
utlizzando anzichè il javascript i fogli di stile (css); file,
che esterni e collegati alla pagina html, gli spider non riuscivano
a raggiungere in quanto veniva "beffato" dal file "robots.txt"
che gli indicava di non visitare il file.
Questa tecnica consentivano inizialmente di nascondere il testo dando
la proprietà "visible: none" allo stile del testo,
oppure dando riferimenti negativi in merito la sua posizione es: Se
la pagina è 800 px di larghezza, bastava dare -800 al parametro
x ed il testo si spostava tutto a sinistra non essendo visibile al
browser. Ma anche questa tecnica e similari con i Css lasciano il
tempo che trovano.
4- Le pagine Doorway e Gateway: Questo trucchetto ha fatto sì che Google vedesse il redirect (redirezione automatica del browser dal sito A al sito B) cosa secondo me utile per altri scopi, di cattivo occhio. Le pagine Doorway o Gateway, che dir si voglia, erano composte da un'accozzaglia di parole chiavi messe in punti che all'epoca si ritenevano i più strategici; in quanto queste pagine non offrivano nessun tipo di informazione comprensibile all'utente, le stesse riportavano in automatico al sito originale o addirittura ad un'altro sito dai contenuti diversi... a volte troppo diversi! Ciò veniva quindi fatto per dare al sito più accessi possibili (quindi vendibili) utilizzando parole chiavi molto ricercate dai navigatori ma non attinenti ai contenuti del sito web.
3- Il Cloaking: Questo Google non lo tollera proprio! Se usate il cloaking e Google vi tana, allora è meglio dire addio al ranking. La tecnica consisteva nel creare una pagina dinamica con il testo ottimizzato per la parola chiave che si voleva spingere, ed il sito originale con i testi scritti dignitosamente ma senza l'ottimizzazione. In pratica la pagina ottimizzata appariva soltanto allo spider in quanto veniva riconosciuto dal codice; ogni spider ha un Ip e quindi quest'ultimi venivano sempre aggiornati nel codice (tipo un antivirus). Quando invece era un utente a collegarsi appariva il sito originale perchè ovviamente gli utenti avevano un Ip differente degli spider. Beh! se io fossi un motore davvero mi... vabbè sorvoliamo!
4- Campagne di scambio link e scambio Banner: Io sinceramente non le utilizzo in quanto non è facile percepire se utilizzano o meno una tecnica che il motore di ricerca ritiene aggressiva. Sicuramente esisteranno circuiti di scambio professionale ma per i motivi che andremmo a vedere Google ormai non le vede di buon occhio. Quando si è compresa l'importanza dei link in entrata per il posizionamento, si sono venuti a creare circuiti di scambio del tipo "tutti linkano tutti" non curando la correlazione tra un sito ed un'altro. Si creavano tanti siti che venivano linkati da molti altri siti creando un sistema tipo piramidale; chi stava in cima aveva un valore di PR notevole e guadagnava la vetta nelle serp. Google ormai prende in considerazione soltanto link derivanti da siti in tema d'argomento.
Google è talmente accanito contro lo Spam che mette a disposizione dei webmaster questo tool dal quale è possibile richiedere uno spam report, ossia la verifica di presunto spam di un sito web. La verifica viene affettuata in questo caso da personale umano che prende professionalmente il nome di Quality Rater (o Power Ranger come lessi in un forum).
I Quality Rater seguono delle precise regole per riconoscere se un sito applica lo spam; in caso il sito risulti positivo al test viene preso un provvedimento in base alla gravità dello spam stesso. Nella peggiore delle ipotesi il sito viene bannato (bandito) eliminato definitivamente dai datancenter ed il reinserimento accettato attraverso questo tool solo se il sito viene ripulito. In casi meno gravi applica il Penalty (punizione) il più famoso è il Penalty -30 ossia il sito sarà un mese out da tutte le ricerche.
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